un giorno particolare: lunedì 17/07/2017

Questa storia ha inizio un anno fa quando con Danilo Ragona e Luca Paiardi organizzammo per fare una giornata sportiva al Sestriere per fare Downhill. Peccato che quella giornata non si realizzò mai. Dovetti aspettare una anno, precisamente fino a lunedì 17/07/2017, una data che non prometteva le miglior cose, e da supestizioso non ci pensai fin quando non me lo fecero notare il giorno stesso. Ma ormai era fatta.

Io, mio padre e la mia amica Simona, caricato il furgone insieme a Danilo, Luca e i cameramen che ci aspettavano fuori nel parcheggio, siamo partiti. Quando siamo arrivati ad aspettarci c'erano mio fratello, mia cognata e i miei due nipotini e dopo aver scaricato le valigie e visitato la camera dell'Hotel del Villaggio Olimpico Sestriere. Il panorama che ci circondava era mozzafiato, paesaggi che non vedevo da tanto tempo, spettacolari, sembrava di far parte del cartone animato di Heidi. Facemmo conoscienza con lo staff Gianfranco, il boss, colui che mi avrebbe portato giù per le montagne, Edoardo e Marco. Il balcone della mia stanza si affacciava sul campo di atletica, in quel momento la juventus stava tenendo uno stage per i ragazzi e on nego che forse mi vennero piu' i brividi a vedere tutti quei ragazzi che correvano che il panorama di fronte a me, in fondo sono pur sempre uno sportivo. Scesi dalla stanza ci preparammo per salire sul furgone insieme a tutti i ragazzi citati e raggiungere il punto da cui saremo partiti. Insieme a noi salirono sul furgone ache mio fratello, Simona e la mia nipotina Maya tutta eccitata dal momento che stava vivendo. Fu allora che con la complicita' di tutti Maya vide la casetta del nonno di Haidi e il suo sorriso e il suo entusiasmo non si possono proprio spiegare.

Nel frattempo giu' rimasero mio padre, mia cognata e Riccardo il piccolo di casa.

Quando raggiungemmo il punto di partenza i ragazzi scaricarono le biciclette e tutta l'attrezzatura tile, i cameramen prepararono le telecamere insieme ad un fighissimo Drone per le riprese dall'alto (troppo serio!).

La prima domanda che feci era di spiegarmi il passaggio dalla carrozzina alla bicicletta senza l'utilizzo dell'alzapersone e alla risposta, che avrebbero usato le loro braccia prendendomi di peso, il pensiero fu:”Sti cazzi!”, anche perche' non sono proprio un fuscello. Comunque, sistemato imbragato per bene sulla bici, e con la maschera l'ansia cominciava a farsi sentire, era la mia prima volta e non sapevo cosa mi aspettava. In fin dei conti pero' non mi rimaneva molto da rompermi. Quindi la preoccupazione lasciò posto all'eccitazione. Tutto era pronto per iniziare la mia prima discesa, pronti..partenza e...... viaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa....

La velocita' aumentava a pari passo con l'adrenalina, mi sembrava di vivere in un gioco a 3D... bellissimo.

Affrontammo le prime curve, la velocita' aumentava, rettilineo, il corpo iniziava a vibrare sempre di più, non pensai minimamente al dolore che magari mi sarebbe arrivato per gli scossoni della strada sterrata, decisi di godermela tutta, e cosi' fu! Spettacolo!

Gianfranco che guidava, piu' volte mi chiese se tutto era ok. Istintivamente mi sembrava di alzare il braccio con il pollice in su ma poi mi ricordavo che ero un cazzo di paralizzato e mi limitavo ad annuire, cosa poco chiara ai suoi occhi, visto che la mia testa si muoveva come un pupazzetto a molla. Poi mi ricordai che potevo usare la voce.

Dietro di me, a seguire c'erano Danilo, Luca e i cameramen e accanto mi passava piu' volte mio fratello che era piu' veloce, scambiandoci sguardi entusiasti e sorrisi a 32 denti. Anche lui era emozionato. Dopo vent'anni era la prima volta che facevamo di nuovo uno sport insieme. L'nico neo erano le soste fatte per permettere ai cameraman di sistemare l'attrezzatura, visti i continui sbalzi. Dopo un tempo non definito, arrivammo giu' al campo base. Ero carico a palla e continuavo a ripetere: “Figo!”. Raccontai la mia esperienza a chi mi aspettava e non passarono neanche cinque minuti che gli altri decisero di fare un'altra discesa. Giustamente mi accolai (verbo accollare: aggregare) con una variante, decidemmo infatti di mettermi un collare per attutire i colpi durante la discesa. Questa volta fu ancora piu' bella anche perchè i cameramen si fermarono solo una volta.

L'aggiunta del collare fu azzeccatissima, cambiammo anche il percorso così da vedere altri panorami. Stupendo. La mia adrenalina era talmente alta che avrei potuto fare altre mille discese, con la voglia di scoprire percorsi sempre piu' estremi. Scendemmo giu' al campo base ma qualcosa era cambiato. Non c'era nessuno ad aspettarmi, sapevo che mio fratello era sceso con i miei nipotini per via dell'abbassamento della temperatura ma, non vi erano neanche mio padre e Simona. Decisi quindi di entrare nella holl per prendere un aperitivo con i ragazzi ancora carichissimo di adrenalina.... passarono solo pochi minuti e incontrai Simona che cercando un'aspirina mi informo' che papa' non stava bene ed era in camera assistito da una dottoressa che lei stessa aveva trovato fortunatamente nel momento del bisogno; coincidenza lei rientrava da un'escursione proprio mentre Simona cercava qualcuno nella hall per dare un primo soccorso. Non sapevo precisamente cosa stesse succedendo cosi' Luca mi portò su spingendomi dalla sua carrozzina. Quando entrai in stanza restai paralizzato un'altra volta, la situazione era più tragica di quanto avessi pensato e mio padre era dolorante nel letto che urlava per il male al braccio e al petto. Al suo fianco c'era la dottoressa che cercava di tranquillizzarlo, e la mia adrnalina positiva si scontrò contro quella negativa.... e fu il big bang! Accanto a me c'era una ragazza di nome Federica, Simona che faceva avanti e indietro telefonando e consumando il pavimento, Gianfranco che cercava di teere lontano i miei amici dalla camera, solo per mantenere libero il passaggio per il 118 che nel frattempo era stato chiamato. La preoccupazione di mio padre, che continuava ad agitarsi, era quella di non riuscire a portarmi giù a casa, mentre io cercavo di tranquillizzarlo dicendogli che mi ero gia' sistemato. Non so se riusciva a capirmi ed era straziante vederlo in quello stato. Nel frattempo arrivo' il 118, attrezzato di tutto, il medico fece subito l'elettrocardiogramma e di li' a poco ebbero i paramentri che li convinsero definitivamente che era un caso urgente e che bisognava chiamare l'elisoccorso. La fortuna e' stata che non si è addormentato evitando così l'arresto cardiaco. Caricato sull'elicottero lo portaro all'ospedale di Rivoli, dove venne operatorato di urgenza. Ora lo racconto con piu' tranquillita' peche' e' andato tutto bene. Io e Simona scendemmo subito a Rivoli grazie a quell'angelo di Federica che guido' il furgone e allo staff che si dedico' completamente a noi, a qualsiasi nostra esigenza, aiutandoci a catricare tutto molto in fretta. Arrivati all'ospedale trovammo tutta la mia famiglia al completo. Io ero particolarmente in stato confusionale, in testa ho ancora le immagini di mio padre che urlava dal dolore. Dopo qualche giorno di ricovero e un'altra operazione, tornammo a casa e..... finalmente sta CAZZO di giornata finì.

 

Ps. L'esperienza del Downhill e'stata fantastica, sicuramente da ripetere. Ancora un ringraziamento a tutto o staff, alla dottoressa Anusca Moisè, al 118, al reparto di cardiologia un ringraziamento speciale e a tutti quelli che ci hanno aiutato.

 

Cazzo che flash!

 

Per ringraziare Federica vi presento il suo blog di abiti per disabili e altro:

//www.unamoscabianca.com/

 

pagina Youtube DAN NERO