Vi racconto

la storia di due vite..

le mie..

 

La prima storia è quella di un ragazzo normale, o quasi, cresciuto in un quartiere di Torino (Mirafiori Sud).

Da giovane ho provato ogni tipo di esperienza. Fino a 14 anni tutto tranquillo, come prevede la crescita di un'adolescente: giocare a pallone sotto casa, rincorrere le ragazzine, studiare poco e giocare in una squadra di calcio, la Gabetto.

Dai 14 anni in sù ho cominciato ad andare in discoteca il sabato pomeriggio,  la domenica pomeriggio, poi il sabato sera ed infine tutti i giorni della settimana!

Ho incominciato a fumare le canne insieme alla mia compagnia composta da vari elementi, uno più stravagante dell'altro, ed ho provato anche altri stupefacenti, ma non sto qui a dilungarmi. Assieme ai miei amici scatenavamo una combinazione  di divertimento all'ennesima potenza. Abbiamo partecipato a svariate feste, rave e vacanze. Pensieri zero, se non quello di ricercare sempre più emozioni e viverle a pieno. Con mio fratello più piccolo di 18 mesi e mio cugino abbiamo sempre condiviso quasi tutto.  Da come si potrà ben capire non ero un ragazzo che seguiva troppo le regole, ma in fondo non ho mai esagerato.

La vita era il mio pane quotidiano. 

11 Agosto 1998

Qui incomincia l'altra vita. E' la data in cui tutto è cambiato.

Ero in Spagna, Tarragona, insieme ai miei amici. Premetto che in quel posto, li ho portati io perchè c'ero già stato anni prima con parenti.

Alle sei di pomeriggio decisi di fare un tuffo da una scogliera, non era certo la prima volta,  ma quel giorno qualcosa è andato storto. Mi preparo, sono sopra lo scoglio, sto per tuffarmi di testa, sotto vedo i miei amici che sono li che mi aspettano, pronti con la macchina fotografica per immortalare quell'istante. Faccio un sospiro e parto. 

Riaprendo gli occhi sono in un universo parallelo. Dall'acqua vedo i miei amici rimasti sopra lo scoglio gesticolare animatamente e ad un certo punto Salvo, che doveva fare la foto, mi afferra per le braccia violentemente, mi trascina fuori dall'acqua e mi appoggia sulla scogliera appuntita, talmente tagliente da camminarci con le scarpe. In quello stesso istante guardandomi attorno mi accorgo che non sentivo niente, avevo capito tutto: il mio corpo non era più il mio. 

Adesso vi racconto la vita di un disabile..

 

 

pagina youtube: DAN NERO